this post was submitted on 13 Jun 2026
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Politica interna, europea e internazionale

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Da Alfredo Facchini

Scrollando Facebook stamattina mi sono imbattuto in questa locandina. “Ebraica”. Erro De Luca e Sambuca Molinari insieme appassionatamente. Quelli del «il sionismo ha fatto anche cose buone».

Allora, senza sprecare una riga di più, ho tirato fuori dal cassetto questo articolo di un anno fa. Tanto non è cambiato niente …

TUTTI COLPEVOLI

C’è un vizio comodo, tutto occidentale, soprattutto di un certo progressismo sionista, nel dipingere Benjamin Netanyahu come l’eccezione. L’estremista. Il falco. Il mostro che ha infangato l’onore di Israele.

Ma questa è una menzogna storica. Netanyahu è solo l’ultimo anello di una catena. Una comoda autoassoluzione per chi vuole difendere l’indifendibile, salvare l’immagine “progressista” di uno Stato nato - e cresciuto - sul disastro altrui.

La verità è che la Nakba del 1948 l’ha orchestrata David Ben Gurion, il padre fondatore dello Stato di Israele.
David Ben Gurion leader del sionismo socialista, fondatore del partito Mapai.

Fu lui a dirigere l’espulsione sistematica di 750.000 palestinesi. Fu il suo governo provvisorio a distruggere oltre 400 villaggi, a varare le leggi che vietavano il ritorno dei rifugiati, a confiscare ogni bene lasciato indietro da chi scappava dalle bombe, dalle milizie, dai massacri.
La Haganah, l’Irgun, il Lehi - i semi dello Stato ebraico - agivano sotto il suo sguardo vigile. E le fosse comuni di Deir Yassin, Lydda, Tantura sono macchie indelebili.

Memorizziamo. La Nakba non fu un incidente: fu un progetto. Tra il 1947 e il 1949, sotto le bombe e i bulldozer del nascente Stato di Israele, 750.000 palestinesi vennero cacciati o costretti a fuggire. 15.000 palestinesi furono uccisi, spesso a freddo, nei villaggi massacrati e poi cancellati dalle mappe.

Quindicimila morti. L’equivalente di quindici 7 ottobre.

Non è stato Netanyahu a scrivere la frase “i vecchi moriranno e i giovani dimenticheranno”. L’ha detta Ben Gurion.

La colonizzazione della Palestina è il DNA costitutivo di Israele. Non è la deriva “illiberale” degli ultimi governi. È l’architettura originaria, disegnata da una sinistra sionista che, tra un proclama umanitario e l’altro, inghiottiva la terra degli altri un villaggio alla volta.

Netanyahu è un criminale sociopatico, sì. Ma non è un’anomalia. È continuità. È coerenza. È l’effetto prevedibile di un progetto politico fondato sull’espulsione, sulla cancellazione dell’altro, sull’apartheid.

Il vero mito da distruggere è quello dell’Israele buono che c’era “prima”. Quello che si difendeva, che cercava la pace, che solo oggi si sarebbe perso.

Quel mito è una coperta corta. E sporca.

Non c’è pace possibile senza verità. E la verità è che la violenza coloniale non inizia con Netanyahu. Inizia con la fondazione dello Stato stesso. Netanyahu non è la malattia: è il sintomo. Il corpo è malato da molto prima. Da sempre.

#AlfredoFacchini
#nakba #bengurion #sionismo #israelegenocidio #netanyahu

@politica

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[–] Tiberio@mastodon.uno 1 points 2 weeks ago

@emama @politica possiamo affermare chiaramente che Israele è uno stato fascista sorretto da una larga fascia di popolazione fascista,una borghesia che vuole vivere comoda ad ogni costo anche appoggiando un Genocidio ed un ghetto di 2 milioni di palestinesi