@flaviotorba @cultura che è praticamente quello che già sta succedendo da anni, solo che prima si chiamavano ghost writers.
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Gran bell'articolo! Per me sin dal giorno uno la mancanza irrisolvibile dei romanzi generati non è che non hanno errori ma che non hanno un messaggio; l'autore non è consapevole, quindi non può (per costruzione!) fornire un'opinione sul mondo, un'esperienza, un avvertimento o un consiglio. Tutte le cose umane di cui intingiamo ogni testo, e che spesso vengono a galla solo dopo mesi di lavoro e riflessioni, sono superflue e irraggiungibili per un replicatore statistico.
@clockwooork mi trovo d'accordo al 100℅ con te. Non c'è intenzione, non c'è uno scopo, non c'è nessuna comunicazione con l'autore.
Perché dovrei perdere tempo con qualcosa su cui nessuno ha perso tempo per me?
